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Newsletter Marche Europa: una regione intelligente, sostenibile e inclusiva

martedì 3 maggio 2016

Fondi europei, le Marche in prima classe. Tante risorse,1200 milioni di euro, tanti progetti e, soprattutto, più accessibili. Si semplifica e questa è la chiave di volta per il rilancio su tutti i fronti. Il web a portata di mano. Con maggiore trasparenza e integrazione.

 Una boccata di ossigeno, dall’Europa alle Marche, indispensabile per promuovere i nostri prodotti. Tra moda, meccanica, mobile, salute e benessere, solo per citare alcuni esempi, i bandi della Regione s’innestano su un filo comune che puntaall’innovazione e al sostegno del made in Italy. Con l’internazionalizzazione che funge da trait d’union e trampolino di lancio per i mercati del mondo.

Ed ecco, allora, la programmazione 2014-2020 del Por FESR Marche con l’obiettivo dichiarato di aumentare la competitività del nostro territorio caratterizzato da piccole e medie imprese per le quali fare rete ed avere più risorse è questione di primaria importanza.

Maggiore semplificazione, progetti mirati, niente finanziamenti a pioggia e sempre più sostegno ai processi di aggregazione nonché bandi trasmessi alle aziende direttamente tramite posta certificata: da qui si parte per costruire una nuova programmazione targata Ue e che, per i prossimi anni, costituirà l’asse portante per gestire i  capitoli più importanti per la regione.

Maggiore semplificazione ma anche maggiore fruibilità  dal momento che, secondo i nuovi criteri,anche per i liberi professionisti c’è la possibilità di partecipare ad alcuni bandi di programmazione.

I progetti in rete corrono su questa linea e investono i settori più disparati: i bandi sono per il sostegno alle aree in crisi, per le attività di internazionalizzazione delle imprese,per i vari comparti nel senso più specifico. Un segnale forte che la Regione lancia proprio perché intende promuovere la ricerca, lo sviluppo tecnologico, le infrastrutture. Insomma,   i pilastri dell’economia marchigiana. Con la vera sfida che è quella di intercettare, in futuro, i fondi diretti dell’Unione gestiti dalla Commissione europea per accedere ai quali occorrerà una grande capacità progettuale da parte della Regione. 

di Manuela Bora

Assessora alle Politiche Comunitarie della Regione Marche